Android
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
| Android | |
|---|---|
| Sviluppatore | Open Handset Alliance |
| Ultima versione | 1.6 (30 settembre 2009) |
| SO | Linux |
| Genere | Sistema Operativo |
| Licenza | GNU General Public License |
| Sito web | http://www.android.com/ |
Android è una piattaforma open source per dispositivi mobili[1][2], basata sul sistema operativo Linux e sviluppata dall’Open Handset Alliance.
La piattaforma è basata sul kernel Linux, usa il database SQLite, la libreria dedicata SGL per la grafica bidimensionale e supporta lo standard OpenGL ES 1.0 per la grafica tridimensionale[1]. Le applicazioni vengono eseguite tramite la Dalvik virtual machine, una Java virtual machine adattata per l’uso su dispositivi mobili. Android è fornito di una serie di applicazioni preinstallate: un browser, basato su WebKit, una rubrica e un calendario.
SDK
Il 12 novembre 2007 l’OHA ha rilasciato il software development kit (SDK) che include: gli strumenti di sviluppo, le librerie, un emulatore del dispositivo, la documentazione (in inglese), alcuni progetti di esempio, tutorial e altro. È installabile su qualsiasi computer x86 compatibile che usi come sistema operativo Windows XP, Vista, Mac OS X, dalla versione 10.4.8, o Linux. L’ IDE ufficialmente supportato per lo sviluppo di applicazioni per Android è Eclipse[3], per cui è fornito un plug-in.
L’SDK fu aggiornato alla versione 1.1 il 9 febbraio 2009; questa nuova versione sostituiva la versione 1.0_r2 e manteneva la retro compatibilità con i sorgenti creati tramite le vecchie release dell’SDK ( 1.0_r1 e 1.0_r2 ) ed aggiunge nuove caratteristiche alle API.[4]
La versione dell’SDK uscita è nel 13 aprile 2009; , la 1.5, è divenuta famosa soprattutto con il suo secondo nome Cupcake. C’è retrompatibilità con le vecchie versioni e implementa le nuove api 3. [5]
L’ultima versione dell’SDK è uscita il 16 settembre 2009; la 1.6 chiamata anche Donut. C’è retrocompatibilità con le vecchie versioni e implementa nuovi funzioni e tecnologie come il supporto alle reti CDMA, diverse risoluzioni di schermo e una ricerca globale interna nel telefono e su internet contemporaneamente. I primi cellulari con Android 1.6 nativo saranno commercializzati ad Ottobre 2009. [6]
I dispositivi
T-Mobile G1, il primo dispositivo con Android
Il primo dispositivo mobile dotato della piattaforma Android è il T-Mobile G1, prodotto dalla società taiwanese HTC e commercializzato dal carrier telefonico T-Mobile. Il prodotto è stato presentato il 23 Settembre a New York, mentre la data di uscita nel mercato è prevista per il 22 ottobre 2008. Le caratteristiche principali del dispositivo sono: tastiera QWERTY, schermo touchscreen da 3.2 pollici con risoluzione di 320×480 pixel, supporto per la connettività 3G UMTS/HSDPA a 7,2 Mbps, 192 MB di RAM e 256 MB di memoria flash.
Il prezzo di lancio è 179 $ negli Stati Uniti, con obbligo di sottoscrizione ad un contratto biennale con il carrier T-Mobile, mentre in Italia il dispositivo è noto con il nome di HTC Dream ed il prezzo iniziale fu di 450 € senza contratto. Il dispositivo è stato inzialmente distribuito negli USA il 22 ottobre 2008 e nel Regno Unito il 30 dello stesso mese. In seguito è stato commercializzato in Italia HTC Magic, un dispositivo con caratteristiche simili a quelle del T-Mobile G1, seppur non dotato di una tastiera a livello hardware; in seguito è stato introdotto da parte di Samsung il dispositivo Samsung Galaxy, dotato di schermo AMOLED e di una fotocamera con flash. Entro la fine 2009 è prevista l’uscita di nuovi dispositivi dotati di sistema Android.
Il CEO di Google ha inoltre ribadito che Android è adattabile a qualsiasi telefono cellulare, e una nutrita schiera di appassionati sta tentando già il porting della piattaforma su dispositivi non ufficialmente supportati e con sistema operativo diverso (telefoni HTC riescono attualmente ad effettuare telefonate, navigare su internet e inviare messaggi grazie ad Android).
I Firmware
Ad oggi esistono molte versioni modificate di Android, ogni versione si chiama Firmware. Le più famose sono quelle di JesusFreke e Haykuro; ma mentre il primo abilita i permessi di root e fa altre modifiche minori, il secondo prende i firmware di altri cellulari (HTC Magic e HTC Hero per esempio) e li modifica facendoli partire sull’HTC Dream. Altri firmware esistenti sono: Mikhael[7], JacHero, TheDudes, Cyanogen e altre; tutti i firmware usciti si possono trovare in una pagina constantemente aggiornata che si chiama JAB[8].
Concorso a premi
Al fine di favorire lo sviluppo di applicazioni per la piattaforma l’azienda Google ha indetto un concorso a premi legato allo sviluppo di applicazioni per Android. Il concorso a premi assegnerà una serie di premi e incentivi alle applicazioni, la scelta della applicazioni vincenti verrà effettuata internamente da Google e la somma dei premi è di 10 milioni di dollari. Dal concorso risultano esclusi i programmatori residenti a Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, Burma (Myanmar), Quebec e Italia.[9] Le nazioni sono state escluse per adempire alla legislazione statunitense contro il terrorismo o per impedimenti burocratici locali. L’Italia risulta esclusa per via della legislazione locale sulle vincite a premi sebbene la sua esclusione sia ancora in discussione.[10]
Android arriva in Italia
Il primo telefonino con Android venduto in Italia è stato Htc Dream con l’operatore mobile TIM al prezzo di 429 € senza contratto oppure a un prezzo minore con contratto. In un primo momento il dispositivo è stato privato di alcune funzionalità da parte della TIM stessa anche se poi con un aggiornamento il problema è stato risolto. A seguire anche Vodafone ha venduto il telefonino. Il secondo “Googlephone” nato dalla collaborazione tra Google, HTC e Vodafone è HTC Magic, commercializzato dal 5 maggio da Vodafone e dal 1 maggio in colorazione nera e poi anche bianca. Entrambi gli operatori lo vendono a 450 € ma Vodafone include una micro sd da 8 GB mentre TIM una da 1 GB, quest’ultima inoltre include nel dispositivo la versione di Android 1.5 di HTC e non di Google. Da luglio 2009 arriva con l’operatore arancione “Wind” il samsung i7500 GALAXY il primo Android della casa koreana al costo di 399 €.
Il 4 Settembre 2009 Google, dopo aver annunciato lo sviluppo di un nuovo applicativo dell’Android Market, ha confermato che sarà possibile inserire le Applicazioni a Pagamento anche per sviluppatori Italiani[11].
Critiche e polemiche
ComputerWorld ha riportato in un articolo che le condizioni d’uso di Android e dello store delle applicazioni prevedono che “in caso che un qualsiasi prodotto violi l’accordo di distribuzione con gli sviluppatori, Google si riserva il diritto di rimuoverle da remoto su ogni dispositivo a propria discrezione”.[12] Successivamente un team di sviluppatori si è visto rigettare un’applicazione regolarmente inserita nell’Android Market. L’applicazione in questione, “WiFi Tether for Root Users”, è dedicata al tethering (permette ai dispositivi di funzionare come veri e propri router WiFi per girare connettività su altri apparecchi). La motivazione è che T-Mobile, primo carrier ufficiale di Android, vieta il tethering e quindi le applicazioni ad esso dedicate creano un conflitto di interessi. Le notizie hanno scatenato pesanti polemiche tra gli utenti, indignati dalla poca flessibilità dimostrata da Google che fa pensare che il sistema tanto sbandierato come “open” in realtà non lo sia poi così tanto[13].